Riccardo Renzi
Ricercatore di Composizione Architettonica e Urbana @Università degli studi di Firenze
Riccardo Renzi (1979), Architetto, Dottore di ricerca, Ricercatore a tempo determinato A (con regime di tempo pieno) in Composizione architettonica e urbana in servizio presso il Dipartimento di Architettura-DIDA dell’Università di Firenze dal 1 Gennaio 2017. Dal 2010 è docente presso la Scuola di Architettura (in italiano e in inglese) e presso la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio dell’Ateneo fiorentino. Partecipa inoltre come docente alla Summer School dell’Università cinese Tonji University presso il Dida a Firenze nel 2018.

E’ responsabile scientifico di alcune ricerche finanziate sul progetto di architettura in contesti storici e di accordi di collaborazione scientifici. Organizza e partecipa a convegni, conferenze, giornate di studio e mostre di architettura promuovendo, così come attraverso pubblicazioni e partecipazione a mostre scientifiche, il proprio profilo di ricerca sul progetto di architettura. E’ socio della società scientifica ProArch, socio dell’associazione Cedacot (Centro di documentazione sull’architettura contemporanea in Toscana), membro dei revisori del Cineca nell’albo Reprise, membro del board di referenti per la commissione europea per la valutazione di progetti di ricerca, membro di comitati scientifici e di collane editoriali.

Autore di alcune monografie e di numerose pubblicazioni, l’attività di ricerca è svolta relativamente ai fondamenti teorici della composizione architettonica e urbana, con particolare riguardo alla loro evoluzione delle tradizioni locali e dell’identità dell’architettura e del paesaggio italiani, nel rapporto con i processi globali. In sintesi i due aspetti principalmente indagati dalla ricerca sono relativi al ruolo del linguaggio e dei suoi caratteri invarianti o evolutivi nel panorama italiano recente e contemporaneo e nella costruzione del sistema figurativo urbano (sviluppato con analisi relative alla poetica dei principali maestri italiani del ventesimo secolo), e sulla verifica dei fondamenti teorici della composizione architettonica e urbana anche attraverso la prassi del progetto di architettura. Riguardo al primo filone di ricerca si occupa del linguaggio dell’architettura italiana del ventesimo secolo. Dal 2007 parte della sua ricerca si dedica all’analisi progettuale delle architetture di Gherardo Bosio di cui ha riorganizzato l’archivio acquisendo digitalmente tutto il materiale (oggetto della Tesi di Dottorato) pubblicando nel 2016 la monografia completa. Si occupa poi dell’archivio dell’architetto fiorentino Alfredo Lensi dal 2011, dell’archivio dell’architetto romano Tullio Rossi dal 2017 e sempre dallo stesso anno dell’archivio dell’architetto fiorentino Ferdinando Poggi presso il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux. Si occupa inoltre dal 2010 di Adalberto Libera ed in particolare del suo ruolo presso l’Ina-Casa e di Mario Ridolfi riguardo ad una ricerca relativa ai caratteri ed alle invarianti linguistiche dell’architettura italiana del secondo dopoguerra pubblicata in diverse occasioni ed infine in una monografia edita nel 2017 che racchiude un’analisi dei progetti dei principali maestri dell’architettura italiana del ventesimo secolo.

Riguardo al secondo filone di ricerca, sul progetto in architettura e sui suoi fondamenti teorici, vengono indagati revalentemente ma non esclusivamente la tipologia del museo (e dell’architettura espositiva), si è concentrato su due temi compositivi quali il sistema telaio-tamponamento ed il sistema pieno murario-luce naturale. Le verifiche progettuali espresse ed indagate come esito di riflessioni teoriche, vengono affrontate anche attraverso il metodo del concorso di progettazione di cui Riccardo Renzi vanta un ampio numero di partecipazioni e diversi risultati premiati. Costante è l’attenzione all’identità dei luoghi, alle loro prassi, al sistema delle geometrie nei pesi e nelle misure tra il costruito e lo spazio aperto. In particolar modo la questione del progetto contemporaneo in relazione alla città storica è estremamente rilevante. Suoi progetti sono stati premiati in oltre venti tra concorsi nazionali ed internazionali, esposti in mostre e pubblicati su riviste e libri scientifici.

Tra i progetti recenti si ricordano, la riqualificazione del mercato di Sant’Ambrogio a Firenze in centro culturale (vincitore 2005), padiglioni temporanei post sisma a L’Aquila (premiato 2009), la nuova stazione metropolitana Montesanto a Napoli (vincitore 2013), nuovo museo nazionale ungherese a Budapest (selezionato 2014), la riqualificazione di area Sha Tin ad Hong Kong (premiato, 2015), la riqualificazione di parte dell’area expo a Milano (premiato 2016), la riqualificazione dell’isola di Poveglia a Venezia (finalista 2016), la riqualificazione ed ampliamento del centro espositivo di Riga in Lettonia (2017 premiato), museo e centro culturale a Sedhiou in Africa (premiato 2018), il museo della memoria ad Aleppo in Siria (premiato 2019), nuovo edificio espositivo e direzionale a Chengzhou in Cina (vincitore 2019).