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#CPSTORIES

Succede solo a Campus Party: scopri le storie dei campuseros, i racconti delle scorse edizioni e molto altro.

25
Giu 2019

Che cosa significa fare startup? Ce lo racconta Giovanni Mosiello

“Diventa diverso, diventa te stesso”, è l’invito che Campus Party fa alle menti più brillanti e talentuose che si aggirano sul territorio nazionale. Parliamo di giovani ragazzi spinti dalla curiosità, appassionati di tecnologia che sono stati spirati da grandi storie, da grandi personaggi. Quei talenti che hanno fatto la storia, che gli hanno fornito la giusta tecnologia e la giusta creatività. Ora tocca a loro installare l’upgrade e cambiare le regole del gioco.

Oggi vi portiamo nel “dietro le quinte” del mondo startup con la storia di Giovanni Mosiello. Che cosa significa fare startup? Chi è uno startupper? Cercheremo di capire chi si cela dietro queste figure quasi mistiche di cui sentiamo sempre parlare.

Giovanni è un romano doc, si  laurea in Ingegneria Informatica presso l’università di Roma Tre , per poi passare diversi anni in Svezia all’ Università di Orebro. Qui approfondisce temi legati alla robotica e all’ automazione. Nel corso degli studi ha collaborato con un’azienda italiana per lo sviluppo di simulatori per l’addestramento di operatori specializzati.

Il 2012 è un anno fondamentale. Dopo avere partecipato a InnovAction Lab, fonda il Microcontroller Users Group: la prima comunità italiana dedicata all’Internet of Things e al movimento Maker nata e supportata da una Università. Tre anni dopo fa il suo ingresso in Lambo, una startup che si occupa di archiviazione di dati, contribuendo a perfezionare il funnel di acquisizione degli utenti più che dimezzando il costo per acquisizione.

Dal 2016 aiuto società bio-farmaceutiche a integrare soluzioni e tecnologie innovative all’interno dei propri processi. Nell’ultimo anno questi hanno riguardato la tecnologia blockchain e la realtà aumentata applicate a processi produttivi industriali. Nel tempo libero arbitro partite di calcio a 5 nei campionati regionali e vinco hackathon.

Giovanni vive il mondo startup a 360 gradi, dalle sue parole è chiaro che non basta  avere un’idea innovativa, bisogna seguire un modello di business che si affacci su settori che possano crescere e su un mercato dall’ampio respiro. Ma che cosa farà un Giovanni Mosiello nel corso della sua giornata?

Inizio facendo un bel warmup verso le 10, lo so che qualcuno inizia alle 5 per essere ancora più produttivo, ma purtroppo avendo già le giornate molto piene, difficilmente riesco ad andare a dormire presto la sera prima, quindi preferisco svegliarmi un pò più tardi per poi iniziare la giornata al meglio. Per prima cosa guardo il mio Trello ed inizio il bombardamento via mail ai miei soci o collaboratori. Durante la mattina ho di solito riunioni dove mi tocca smorzare gli entusiasmi di chi pensa che una tecnologia appena inventata possa cambiare da subito la vita di tutti risolvendo ogni problema del mondo.

Nel corso del pomeriggio tra una riunione e call, aiuta le persone a razionalizzare gli entusiasmi della riunione mattutina. E’ un ragazzo che dà rilievo alla famosa “pausa pranzo”, sono un’occasione di confronto e permettono di fare networking, conoscere nuove persone e concludere nuovi affari (i migliori deals si concludono davanti un buon piatto di pasta). Prima di finire la giornata, si cimenta nella pianificazione di eventuali viaggi o trasferte.

Una volta rientrato a casa dopo le 22, faccio delle call con i miei amici di Innovaction Lab, per poter decidere a quali hackathon o congressi tecnologici partecipare, e le innovazioni da adottare per i nostri business.

L’ecosistema startup rientra in quel settore professionale nato con lo sviluppo tecnologico, che ha permesso di creare un nuovo mercato e di sviluppare un concetto di lavoro diverso da quello comunemente prospettato. E’ un ecosistema dinamico, interattivo e innovativo. Ma che cosa significa innovazione quando parliamo del mondo startup?

Non dare nulla per scontato, cercare sempre nuovi punti di vista per cambiare il proprio modo di vedere le cose. Non possiamo pretendere di poter risolvere i problemi di domani con gli stessi strumenti di una volta. Con l’innovazione siamo in grado di rinnovare costantemente il nostro modo di vedere le cose che ci circondano.

In un mondo che corre alla velocità della luce, in una realtà sempre più dinamica e multiprospettica un’arma che non deve mancare è sicuramente la curiosità e la voglia di restare al passo con quello che accade. Giovanni ha fatto della curiosità una sua caratteristica indispensabile:

La curiosità. Mi è sempre piaciuto fare domande e scoprire come funzionasse ciò che mi circondava. Da piccolo smontavo le radio, costruivo città di Lego rendendole più funzionali mese dopo mese, riempivo i professori di “perché” durante le lezioni. Questa mia continua voglia di scoprire cose nuove mi ha portato a essere affamato di novità.

Non possono mancare la disciplina e la voglia di migliorarsi, la capacità di segmentare qualsiasi processo in micro azioni. Come ci ha detto Giovanni, 

Lo startupper di successo non è colui che ha l’idea geniale, ma colui che la rende replicabile e scalabile.

Per ogni campuseros che guarda con occhio incuriosito il mondo delle startup o per chi già conosce questa realtà da vicino, Giovanni ha qualche consiglio per voi:

Non crescete mai! Siate curiosi e mettete sempre tutto in discussione. Infine quando viaggiate in treno, prendete sempre il posto ai tavolini: oltre ad essere i più comodi, vi danno la possibilità di fare networking con altre persone che potrebbero rivelarsi interessanti per voi come persone e come innovatori.

Lasciati trasportare nel mondo delle startup. A Campus Party potrai conoscere chi, come Giovanni Mosiello, lavora ad un passo da progetti innovativi che ridisegnano il DNA del mercato. Per scoprire tutti gli altri speaker e attività che potrai svolgere #CPIT3 visita la pagina “Diventa diverso, diventa te stesso


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