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#CPSTORIES

Succede solo a Campus Party: scopri le storie dei campuseros, i racconti delle scorse edizioni e molto altro.

18
Giu 2019

Che cosa significa essere un gamer? Ad una mossa da Cristo ed Efias

“Diventa diverso, diventa te stesso”, è l’invito che Campus Party fa alle menti più brillanti e talentuose che si aggirano sul territorio nazionale. Parliamo di giovani ragazzi spinti dalla curiosità, appassionati di tecnologia che sono stati spirati da grandi storie, da grandi personaggi. Quei talenti che hanno fatto la storia, che gli hanno fornito la giusta tecnologia e la giusta creatività. Ora tocca a loro installare l’upgrade e cambiare le regole del gioco.

Oggi entriamo nel vivo nella giornata di un Gamer, andiamo a conoscere Cristo Efias

Cristo ed Efias, questi sono i  nickname che utilizzando quotidianamente quando accendono il loro PC e si cimentano in vere e proprie sfide con gamer da ogni parte del mondo. Questi sono i nomi con cui vogliono essere chiamati nella realtà di tutti i giorni. Attraverso le loro parole e la loro esperienza vivrete l’eterogeneità che caratterizza il mondo dei gamer e tutte le diverse possibilità lavorative che possono nascere. Perché “I’m a gamer” è, oggi, una professione.

Anche nella realtà concreta trasportano quella che è la loro identità online

Cristo è l’head coach del Team di League Of Legends di Campus party, Campus Party Sparks, si occupa di monitorare e controllare le dinamiche relazionali e sociali del team, supportando e aiutando i ragazzi quando necessario.

Vengo dalla Puglia, da San Giovanni Rotondo.  E’ una realtà abbastanza close-mindend, così piccola e stretta che non mi apparteneva. Ho sempre  cercato di dare il meglio di me stesso in quello che mi piace fare e non mi sentivo adatto per quei lavori così “comuni”. Mi sentivo imbottigliato in tutti le altre professioni. Una delle mie armi vincenti è stato il sostegno della mia famiglia. La maggior parte dei ragazzi  che non riescono a realizzare il loro sogno è perché non hanno l’appoggio dei loro genitori: sia che vada bene o male, avere una famiglia che ti affianca è fondamentale.

Efias, invece, è il gamer DOC, quello puro. Ha 20 anni, viene dall’Ucraina e vive in Italia da quando ha nove anni. La passione per i videogames gli è stata trasmessa da suo fratello da cui ha imparato l’arte del gaming dall’età di quatto anni.

Efias e Cristo

Ognuno ha la sua storia, ogni gioco ha le sue regole, ma le regole della loro storia, del loro essere le scrivono loro. Sono ragazzi creativi, pieni di passione e di sana competizione. Cercano di andare fuori dagli schemi, fuori dalle consuete formule.

Avviciniamoci ancor di più ai gamer, andiamo a scoprire come è fatta una loro giornata tipo. Che cosa farà un head coach nel corso delle 24 ore? 

La tua posizione lavorativa deve essere prima di tutto la tua passione

Queste sono le parole con cui Cristo ha descritto il suo lavoro, ma chiamarlo semplicemente lavoro è quasi riduttivo. Un gamer deve essere in grado di matchare la propria schedule con la schedule europea. Il gamer doc va a dormire alle 2/3 di notte, cerca di avere gli stessi orari di una squadra professionista (che si trova quasi sempre in un altro continente).

Loro sanno quello che vogliono diventare, lo hanno dall’altra parte dello schermo, devo solo affrontarlo e battere il team avversario

Anche il rapporto con il sonno è incostante, gli orari si modellano e si strutturano con quelli dei paesi internazionali, con un timezone diverso. Ecco quello che ci ha raccontato Efias.

 La mia giornata è simile al “working day” di qualsiasi persona, ma invece di lavorare ci alleniamo per almeno 8 ore al giorno. È un lavoro vero per noi, ogni giocatore è diverso nella gestione della propria giornata. Personalmente preferisco fare palestra per compensare il mancanza di attività fisica considerando il mio lavoro o guardando serie tv nel tempo libero per alleviare lo stress accumulato dalle ore di allenamento durante il giorno. 

Una passione che li ha portati ad essere sempre a contatto con il futuro e con l’innovazione. Essere gamer, per questi ragazzi, significa dimostrare a se stessi di saper raggiungere i propri obiettivi nonostante, nell’immaginario collettivo, si abbia una percezione particolare di questa realtà. Come ci ha detto Cristo:

Essere online non annulla da dove scrivi, da dove provieni  o chi sei. Ci sono dei tratti che ci differenziano da gamer a gamer, non sono e non siamo uno fra tanti. Molte persone hanno l’Idea del gioco come se fosse la brutta copra di un Arcade, un’avventura che inizia, finisce, metti in pausa e poi ripeti. In realtà non è così, c’è molto altro. Saper capire quello che il gamer sta pensando o cercherà di fare, leggere quello che farà il nemico in termini di decisioni è indispensabile.

Per ogni gamer ,che vuole far di questa passione una professione, è indispensabile una buona mentalità, deve essere in grado di gestire le emozioni ed è fondamentale avere una buona attitudine.

In un ambiente di squadra bisogna mantenere un’immagine professionale dal momento che molte persone ti stanno osservando e forse un giorno qualcuno di loro vorrà essere come te, quindi è sempre bello dare il buon esempio. Ultimo ma non meno importante, i riflessi, senza di loro non si può competere ai livelli più alti.

Bisogna saper unire capacità diverse, saper affrontare e cogliere quelle nuove sfumature lavorative cui prima non si ipotizzava neppure l’esistenza.

L’arte del gaming permette di matchare culture e profili diversi, Campus Party è quel filo conduttore che ne permetterà l’incontro, è quella realtà realtà che permette di esprimere il tuo potenziale.

(Cristo ed Efias)

Lasciati trasportare nel mondo del gaming, vieni a conoscere chi, come te affronta avversari temibili ogni giorno. Con un piede nel presente e uno nel futuro, viaggiatori di mondi e esploratore di universi a Campus Party potrai conoscere chi, come Cristo ed Efias, ha fatto della propria passione un lavoro. #CPIT3, oltre ad offrire opportunità di confronto su molteplici tematiche legate all’innovazione, è un punto di contatto fondamentale per chi vuole far dell’eSport uno strumento per la propria crescita, sia personale che lavorativa.

Per scoprire tutti gli altri speaker e attività che potrai svolgere #CPIT3 visita la pagina “Diventa diverso, diventa te stesso”.


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