New to site?


Login

Lost password? (X)

Already have an account?


Signup

(X)

#CPSTORIES

Succede solo a Campus Party: scopri le storie dei campuseros, i racconti delle scorse edizioni e molto altro.

21
Mar 2019

Gabriele Di Filippo, campusero D.O.C.

Le #CPStories possono essere di ogni tipo: un aneddoto durante una delle edizioni, una storia di uno speaker, ma anche la storia di un vero campusero. Un campusero fedelissimo, che ha partecipato fin dalla prima edizione.
Questa è la storia di Gabriele De Filippo, che ha conosciuto Campus Party nel modo più banale possibile e ha sviluppato il suo progetto nella maniera più eccezionale possibile. Buona lettura.

Gabriele è nato nel 1990 a Piano di Sorrento, un piccolo paesino in provincia di Napoli. Fin da giovanissimo ha unito la sua curiosità e il suo entusiasmo alla passione per la scrittura, la medicina e la tecnologia. Nel 2015, insieme ad altri studenti e giovani professionisti, ha fondato “La medicina in uno scatto”, e ne ha gestito la redazione fino ad inizio 2018.
Durante il suo percorso universitario (Medicina e Chirurgia) ha sempre cercato di dare una risposta alle esigenze sue e dei suoi colleghi.

Proprio per questo motivo ho sviluppato, insieme ad un mio amico, un dispositivo interamente sintetico che potesse simulare la cute umana, offrendo agli studenti di tutta Italia una valida alternativa ai tessuti animali.

Ma mancava ancora qualcosa: negli anni Gabriele si è avvicinato al mondo della realtà aumentata e virtuale, affascinato degli sviluppi che avrebbe potuto avere nel campo dell’insegnamento in medicina.
Oggi Gabriele è co-fondatore e responsabile della ricerca e sviluppo di DokAcademy s.r.l., una start-up, nata insieme a due amici, che sviluppa dispositivi di insegnamento in campo medico utilizzando tecnologie innovative e tessuti sintetici.

Gabriele ha conosciuto Campus Party nel modo più banale possibile: tramite una pubblicità sui social.

A dimostrazione che la pubblicità su Facebook (se fatta bene) funziona, devo ammettere di aver conosciuto CPIT1 proprio grazie ai social. Provai ad informarmi tramite qualche amico e conoscente riguardo questo evento, ma quasi nessuno lo conosceva o sapeva darmi delle spiegazioni che mi convincessero pienamente. Quindi ho deciso di partecipare alla prima edizione quasi per scommessa, mosso dalla mia curiosità e da ciò che avevo letto sul sito ufficiale. Ovviamente mai una scommessa fu più azzeccata!

Appena arrivato a Campus Party, Gabriele si è sentito il classico “terrone in terra straniera”. Sì, certo, appassionato di tecnologia e mondo digitale, ma il suo percorso universitario e la realtà da cui proveniva non lo avevano affatto preparato ad un’esperienza del genere.

“Mi sembrava di essere ad un festival dei “nerd””, dice. “Intorno a me c’erano decine di persone che programmavano applicazioni, scrivevano siti e discutevano di quali potessero essere le future applicazioni per la blockchain (che all’epoca non sapevo neppure cosa fosse).”

In tutto questo trambusto di menti e di idee, Gabriele aveva capito che anche lui poteva dare il suo contributo, dovevo solo capire come.

A me piace immaginare CP come un sistema di ingranaggi, devi solo trovare il tuo posto ed iniziare a “lavorare” insieme agli altri! Un giorno puoi sentirti il team leader del tuo progetto, e trovi qualcuno con quelle competenze specifiche che cercavi per portarlo avanti; il giorno dopo un ragazzo viene a reclutarti perché ha capito che puoi essergli utile a raggiungere il suo obiettivo.

È proprio questo che gli è piaciuto di più: la completa (ed infinita) plasticità dei ruoli e delle opportunità in cui ci si può trovare coinvolto, a volte senza neppure accorgersene.

Dopo aver incontrato i suoi attuali soci (ed amici) alla prima edizione, l’anno successivo Gabriele deciso che non poteva mancare. A CPIT2 ha portato anche un amico architetto, ed entrambi sono tornati cambiati da quell’esperienza.

Questa volta decisi che sarei andato lì con l’obiettivo di imparare, conoscere, e trovare un qualche sviluppatore per l’idea che stavamo portando avanti. Come prima cosa, mi sono pre-iscritto a tutte le talk riguardanti il settore dell’istruzione, della realtà aumentata/virtuale e del campo medico.

Appena arrivato ha iniziato a formarsi, seguendo tutti gli speaker che gli interessavano e prendendo appunti. “Uno degli ultimi giorni, nell’area Experience ho avuto l’epifania: ho incontrato uno sviluppatore che poteva finalmente concretizzare il nostro progetto!”

Da Campus Party è nata una grande amicizia tra lui e i suoi attuali soci, Adalberto Simeone ed Emanuele Prestifilippo, nonché la possibilità di realizzare il loro progetto e quindi la startup DokAcademy.

Qualche tempo fa alla domanda “cos’è per te Campus Party?” risposi “Una soluzione”: ed è effettivamente quello che è stato. Non solo ho trovato un ambiente stimolante, giovane e friendly dove poter conoscere persone, idee e ragazzi davvero in gamba, ma mi ha permesso anche di trovare collaborazioni e competenze per poter sviluppare quella che all’inizio era un’idea nata dalla necessità di tanti studenti come me.
Il contesto “magico” in cui si viene catapultati sia durante che dopo aver partecipato è davvero qualcosa di unico che mi ha permesso di capire quanto effettivamente può essere apprezzata anche una competenza non prettamente “digitale” come la mia.
Alla luce di tutto ciò credo fermamente che noi giovani possiamo “inventarci un lavoro” a seconda delle nostre capacità e dei nostri interessi, e sono sicuro che Campus Party sia proprio il posto migliore dove poter iniziare questo percorso personale.

A dicembre, Gabriele ha preso parte anche alla prima edizione di Campus Party Connect in qualità di tutor. Ai miei amici che mi chiedevano perché fossi andato fino a Milano per collaborare a questo evento ho sempre risposto che era un mio modo per ringraziare l’organizzazione di CPIT per tutto quello che ero riuscito a realizzare con la loro (inconsapevole) collaborazione.

Al termine di Campus Party Connect ho realizzato che oggi gli adolescenti di oggi non solo hanno voglia di entrare nel mondo dell’imprenditoria portando le loro idee e i loro sogni, Ho imparato anche che formare dei ragazzi già da 15-16 anni permette loro di poter scegliere in maniera più consapevole il loro percorso universitario ed accedere più agevolmente nel mondo del lavoro.

Gabriele ci tiene che questo articolo sia terminato con queste parole:

non vedo l’ora che Campus Party, e perché no Campus Party Connect, possano approdare a Napoli. Qui abbiamo tanta voglia di essere guidati, informati e formati e credo che nulla sarebbe più adatto di un evento del genere.


Related Posts
×

Grazie! La richiesta è stata inviata correttamente!

La richiesta non è stata inviata correttamente. Riprova oppure scrivici una email!

* Campi obbligatori.